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Il GAV visita Virgo a ... "caccia" delle onde gravitazionali |
(articolo di Stefano Bandinelli,
pubblicato sul giornale "Metropoli")
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Tre soci del Gruppo Astrofili del Valdarno hanno avuto l'opportunità di visitare - insieme al professor Massimo Mazzoni dell'Osservatorio di Arcetri, che ha presentato il progetto VIRGO in una delle conferenze organizzate a Terranuova dal GAV - il centro di ricerca di Vicarello (Pisa) dove i fisici dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Firenze, Pisa e di altre Università italiane e francesi stanno costruendo un interferometro speciale per individuare l'interazione tra le onde gravitazionali e oggetti sospesi in condizioni di vuoto. Per riassumere le emozioni di quel giorno, riproponiamo l'articolo sull'attività del centro di ricerca pubblicato sul settimanale Metropoli. |
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Massimo Mazzoni - Stefano Bandinelli - Gherardo Becattini
- Maurizio Pancrazi
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| Nella costellazione della Vergine c'è un ammasso di galassie. In
quello spicchio di cielo, visto dalla Terra, ne sono state osservate e stimate
oltre 2000 a circa 50 milioni di anni luce di distanza. Tanto per comprenderne
la dimensione, il nostro gruppo locale, di cui fa parte anche la Via Lattea,
è composto da 40 oggetti, comprese nubi e mini galassie. E, data
l'abbondanza di stelle, è anche l'area più interessante sotto
l'aspetto astronomico: la frequenza degli eventi rilevanti su scala galattica
(ad esempio l'esplosione di supernove), "guardando" lì,
diventa molto alta. È per questo motivo che il più avanzato progetto terrestre per la ricerca delle onde gravitazionali, è stato chiamato Virgo. |
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Veduta aerea di VIRGO
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Il progetto nasce da una collaborazione italo-francese che coinvolge undici
centri di ricerca dei due Paesi. Ma il rivelatore è in Toscana,
più esattamente a Vicarello (Pisa). Uno dei principali ideatori
di Virgo è stato Adalberto Gia-zotto dell'Istituto Nazionale di
Fisica Nucleare (Infn) di Pisa, ma nello staff sono stati coinvolti circa
150 esperti che hanno portato avanti i vasti e complessi settori di sviluppo
del progetto. In quest'ambito un ruolo di primo piano è ricoperto
da un gruppo di fisici Infn di Firenze. |
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"L'idea alla base dell'esperimento - illustra
ancora Losurdo - è questa: usare la luce di un laser per misurare
l'effetto delle onde gravitazionali su specchi sospesi. Immaginiamo due masse sospese nel vuoto, disposte agli estremi di una 'L'. Se non ci sono disturbi di alcun tipo la distanza delle masse dal vertice della 'L' resta costante. Che succede se la 'L' viene investita da onde gravitazionali? Un'onda gravitazionale deforma la geometria dello spazio-tempo. In termini di posizione delle masse sospese questo vuol dire che un lato della 'L' si accorcia mentre l'altro si allunga e viceversa: si tratta di un caratteristico fenomeno oscillante in opposizione di fase. Questo è l'effetto che ci aspettiamo da un'onda gravitazionale. Vogliamo misurarlo. Per misurarlo che si fa? Si costruisce un interferometro a forma di 'L' in cui le masse sospese sono specchi. La luce di un laser viene divisa in due fasci e inviata nei due bracci. I fasci riflessi dagli specchi si ricombinano al centro dell'interferometro. L'intensità della luce ricombinata viene misurata da fotodiodi. Tale misura permette di ricostruire il movimento degli specchi e quindi il passaggio di onde gravitazionali. |
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Il tunnel ovest (di 3 Km.)
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| C'è un problema: le onde gravitazionali
sono estremamente deboli e muovono poco gli specchi. Di quanto li muovono?
Ci aspettiamo, ad esempio, per una supernova che esplode in una galassia
dell'ammasso Virgo che lo spostamento di ogni specchio sia di 10 alla -18
metri, cioè una lunghezza mille volte più piccola del diametro
di un protone. Questo è significativo perché dice quanto sia
difficile fare una tale misurazione; anche perché gli specchi non
sono flottanti nello spazio e indisturbati, ma a terra, soggetti a vari
disturbi. Primo tra tutti, il rumore sismico di fondo, cioè un'attività
sismica naturale che fa sì che, mediamente, un punto sul pavimento
si muova di circa un micron, cioè una quantità mille miliardi
di volte più grande dello spostamento che vogliamo rivelare. |
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Due delle torri in cui si trovano gli specchi sospesi
e l'interferometro
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| E allora che cosa si fa? Occorre attenuare tale movimento
di almeno mille miliardi di volte. Un risultato che si ottiene sospendendo,
con fili sottilissimi, ogni specchio ad un superattenuatore. Questo si presenta
come una catena di pendoli alta quasi dieci metri. Ciascun pendolo si comporta
come un ammortizzatore, riducendo l'effetto delle vibrazioni. Il risultato
globale è quello di ottenere l'attenuazione desiderata. Ma vanno rispettati anche altri criteri di ottimizzazione. Il laser deve soddisfare particolari condizioni di potenza e stabilità.Inoltre nel tubo in cui corre il laser è necessario fare un vuoto molto spinto liberandosi di tutte le molecole di idrogeno, acqua e altri materiali che rimangono impigliate dentro l'acciaio. Per far sì che tutte queste particelle vengano fuori - conclude il dottor Losurdo - si riscalda il tubo a 200 gradi per cento ore; l'agitazione termica dell'acciaio fa sì che le molecole intrappolate vengano liberate. A questo punto le pompe a vuoto le tirano via. La pressione residua all'interno del tubo a vuoto dopo questa procedura e' mille miliardi di volte più piccola di quella atmosferica".Questo è Virgo: un laboratorio in cui si fa ricerca scientifica di frontiera e dove si potrebbe giungere a risultati epocali. E se le la tecnologia utilizzata si rivelasse insufficiente per ascoltare le onde gravitazionali, c'è già in progetto Virgo 2. Poi, nel caso da terra si trovassero eccessivi disturbi, è in fase di ideazione anche un interferometro orbitale in collaborazione tra Esa e Nasa. Ma di questo si parlerà nel 2020. Per ora il più sensibile orecchio sull'universo è in Toscana. E anche Einstein si aspetta che tutto funzioni! |
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